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“Da mio padre ho imparato tantissimo: a conoscere i cani sia nell’aspetto morfologico-estetico sia in quello caratteriale, a gestirli, curarli, allevarli, ma non si finisce mai di imparare ed io non finirò mai di farlo”.

Sono Simona Capriotti e la mia storia d’amore con gli schnauzer inizia da quando ho memoria.

Mio padre era Gianfranco Capriotti che ha contribuito fortemente a fare la storia dei Riesenschnauzer in Italia, iniziando ad allevare nell’anno in cui sono nata io, nel 1970.
Sin da bambina, durante le vacanze estive, anziché andare al mare come tutti i bambini di San Benedetto del Tronto preferivo andare in campagna, dai miei adorati cani.
Nel corso degli anni mio padre ha allevato anche altre razze: dobermann (nella foto sono io all’età di 4 mesi con Diana, il primo esemplare in assoluto dell’allevamento, regalatagli da mio zio Roberto che la portò giù da Torino), alani, pastori del Caucaso, ma…gli schnauzer sono sempre stati la mia passione ed anche la sua, dato che continuò l’attività di allevamento solamente con loro fino alla fine della sua vita. Il giorno che morì, nel tardo pomeriggio di una domenica di inizio estate, era stato all’ennesima esposizione canina di bellezza, quella di San Marino, l’11 giugno 2000: aveva presentato River del Chifente, figlio del meraviglioso Meisterstùck de Pichera, importato dalla Spagna e morto troppo presto (per l’allora malattia emergente chiamata Leishmaniosi, contratta probabilmente a Porto Rico, dove era stato per partecipare al WDS che lo aveva incoronato campione del mondo) per lasciare un ricordo indelebile nella memoria di tutti, come avrebbe meritato.
Mia madre Golberta aprì nei primi anni ’70 il primo negozio di toelettatura a San Benedetto, seppur molto “rustico”, attività che ha poi continuato sino ad oggi mia sorella Alessia col suo Cinolandia, sempre a San Benedetto del Tronto. Mia sorella, tra l’altro, era stata sin da ragazzina l’handler dell’allevamento.
Per me mio padre era un gran figo e faceva il lavoro più figo del mondo e, nella mia testa di bambina, il fatto che personaggi del calibro di Anna Oxa, Cesare Paciotti, Franco Califano, Barilla… avessero un cane del Chifente lo attestava.
Insomma, ho respirato cinofilia, quella vera, quella sana, quella giusta sin da piccola ma, solamente di recente, ho finalmente avuto la possibilità di continuare, seppur a livello amatoriale, l’attività di babbo incontrando mio marito Alfredo, anche lui grande appassionato di cani ed anche lui figlio di allevatore (amatoriale in questo caso) di Springer Spaniel e Pointer (quando si dice il destino…). Piccola curiosità: il suo primo cane è stato del Chifente, all’età di 3 anni mio suocero lo portò a scegliersi il cane da babbo. Senza Alfredo non avrei potuto neanche sperare di far avverare il mio sogno.
Da mio padre ho imparato tantissimo: a conoscere i cani sia nell’aspetto morfologico/estetico sia in quello caratteriale, a gestirli, curarli, allevarli, ma non si finisce mai di imparare ed io non finirò mai di farlo.

Simona Capriotti

Simona e il Dobermann

Didascalia e decscrizione della foto del carosello, Didascalia e decscrizione della foto del carosello, Didascalia e decscrizione della foto del carosello, Didascalia e decscrizione della foto del carosello

Mio Padre Gianfranco

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Mio Padre Gianfranco

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Simona Capriotti

via Adamello, 30 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP)

tel. 3662656595 – 3356857058

Storia